mercoledì 7 settembre 2016

3330 volte Grazie


Un Grazie al Presidente e tutti i volontari del Comitato Colle Salario, che hanno pulito la piazza e allestito i tavoli e panche per l'evento. Un Grazie ai titolari e tutto lo staff del Bar "Il Posto Giusto" per aver messo a disposizione la loro cucina, per preparare gli oltre 60 Kg di pasta, 70 Kg di pomodoro, 18 Kg di pancetta e le 400 salsicce. Un Grazie a Sottozero per il pane. Un Grazie alla Presidenza del III Municipio per aver creduto in questo evento concedendo il Patrocinio. Un Grazie ad AMA per aver messo a disposizione i loro mezzi per la pulizia della piazza. Un Grazie a tutti i Cittadini che hanno partecipato all'evento con le loro donazioni.Con l'augurio che tutto ciò possa dare serenità e un futuro migliore alle persone colpite dal sisma.


domenica 4 settembre 2016

RomAMAtrice



Sabato 3 Settembre 2016, presso il parcheggio di Via Monte Giberto, il Comitato Colle Salario in collaborazione con il Bar "Il posto giusto" e Sottozero  si è tenuta una cena a scopo benefico, per la raccolta fondi per i Comuni di Amatrice e Accumuli colpiti dal sisma del 24 Agosto, con l'iniziativa una "Amatriciana per Amatrice". Con una forte partecipazione dei cittadini del III Municipio è stata una bella serata all'insegna del buon mangiare, ma soprattutto dell'aiutare. Ehh!!!! si, perchè si può aiutare anche mettendoci a tavola, facendo quattro chiacchiere in compagnia, ma allo  stesso tempo contenti e con il cuore pieno di gioia sapendo di aiutare questi poveri nostri concittadini colpiti da una cosa più grande di loro. Da un "mostro" che di notte si è portato via adulti e bambini. La nostra speranza è quella di essere più forti del "mostro" e "poter ridonare" a loro la pace, la serenità, ma sopratutto ritornare a vivere......, pur sapendo di aver perso coloro che si amavano. Alla serata patrocinata dal III Municipio, ha visto la presenza e la vicinanza del Presidente del III Municipio Roberta Capoccioni, l'Assessore al Commercio Simone Proietti e vari consiglieri di maggioranza.

venerdì 5 agosto 2016

Lo scalpore dell'ovvio

Articolo tratto da: abitarearoma.net  di Alberto Salmè


Nel febbraio 2014 il parlamentino votò all’unanimità un atto avente in oggetto: “Chiusura impianto AMA di Via Salaria, 981 e futura riconversione”. Non una parola sul fatto che tale vertenza non rientrava (e non rientra) affatto nelle competenze di Piazza Sempione, ma in quelle semmai della Regione Lazio. 

Poi a rilanciare ci pensò l’ex Assessore all’Ambiente in Campidoglio Estella Marino a ottobre 2015: “La chiusura del TMB è l’ultimo atto del percorso che in questi anni ha visto l’amministrazione comunale e municipale lavorare insieme ai cittadini e all’Ama in un apposito tavolo partecipativo”. Certo, come no.

Non pago l’ex Presidente del miniconsiglio, sempre in quota Pd, Riccardo Corbucci sottolineava che: “La politica deve dare priorità e la priorità del territorio è chiudere questo maledetto impianto. Lo dobbiamo a noi stessi e a chi verrà dopo di noi”. E così i cittadini furono nuovamente distratti ‘a dovere’ con l’illusione, somministrata a più riprese, di far parte veramente di un processo decisionale democratico e partecipato.

Nonostante le vere e proprie affermazioni non veritiere di cui sopra il 3 agosto 2016, dopo l’approvazione delle linee programmatiche dell’attuale maggioranza a 5 Stelle locale, autorevoli giornali, di concerto con la minoranza capitanata dell’ex minisindaco Marchionne, hanno urlato allo scandalo in quanto mancano nel programma dei riferimenti alla chiusura del discusso TMB: “[…] completamente dimenticati i cinque anni di battaglie dei cittadini e delle due consiliature precedenti, reali e convinte seppur con l’obiettivo mancato e una grossa promessa disattesa”. E poi ancora: “Davvero troppo poco, un impegno più che minimo nullo su una delle questioni di maggior rilevanza per il territorio“. Verrebbe da chiedersi dunque: cosa autorizza a dire che sarebbero state dimenticate le battaglie dei cittadini e delle scorse amministrazioni? Inoltre, come ricordato sopra, il Municipio non ha poteri diretti sul destino del TMB.

Malgrado ciò è apparso palese il livore, in sede di approvazione del programma, di Paolo Marchionne che si è visto respingere un emendamento che suonava di nuovo come una falsa promessa, e che chiedeva di sostituire l’inciso sulla creazione di un osservatorio apposito, voluto dal Movimento 5 Stelle, con la frase: “Chiusura dell’impianto concertata con le Amministrazioni capitolina e regionale“ con tanti saluti all’onestà intellettuale nei confronti dei cittadini.

Dice Marchionne: “Se sul tema le linee sulle quali si orienterà il Municipio III da qui al 2021 sono solo queste appaiono banali e riduttive. Bisogna aggiungere l’obiettivo della chiusura: uno scopo che va detto e palesato e nel quale la maggioranza alla guida del territorio deve credere fermamente così come tutti al governo o in opposizione, pur avendo poi fallito, ci hanno creduto nelle precedenti consiliature“.

Chiaro? Secondo la tesi del Pd locale, è necessario credere alla chiusura del TMB, così come hanno fatto loro in passato anche se la questione non li riguardava direttamente e anche se così facendo si è fallito. In realtà oltre alla costruzione di una mera narrazione non è accaduto nulla, perché nulla in questo senso poteva accadere.
Infatti banalmente la Presidente Roberta Capoccioni, in riferimento all’emendamento bocciato evidenzia che: “L’emendamento chiede di inserire nelle linee programmatiche qualcosa di utopistico perché il Municipio sulla questione non ha competenze. Scrivere ‘chiusura’ sarebbe una bugia e nel nostro programma non vogliamo mentire: al momento” e aggiunge: “scriviamo quanto in nostro potere“.

Sulla querelle, peraltro, è intervenuto anche l’Assessore alle Politiche Ambientali Domenico D’Orazio che ha sottolineato che: “Il Municipio non ha né le competenze né il potere di chiudere l’impianto pertanto l’emendamento bocciato è stato giustamente rigettato perché viziato nella forma e nella sostanza. La sua chiusura, delocalizzazione o riconversione è subordinata all’elaborazione di un piano rifiuti da parte della Regione Lazio, competente in materia, che ne preveda tali risoluzioni”. Come se non bastasse il Movimento 5 Stelle del Terzo Municipio, dalla propria pagina Facebook fa sapere che: “Chi ha mentito con atti fuffa ( ad esempio l’atto con la quale si annunciava lá chiusura del TMB per la fine del 2015) e continua a prendere in giro la cittadinanza proponendo chiacchiere ha perduto questa battaglia per non averla mai combattuta davvero.”

Ed è proprio questa, anche secondo noi, la sintesi: la politica dell’annuncio e della pura narrazione alla quale credere necessariamente in barba ai regolamenti, alle competenze e, non ultima, alla realtà dei fatti, non solo ha prodotto danni tangibili al territorio nel recente passato, creando illusioni e paradossi, ma viene addirittura rimpianta, in una sorta di assuefazione generale al vecchio racconto del potere.

Lo scalpore generato dall’ovvio e dal banale ne è una prova.